PPA – Poachin Prevention Academy

ALLARME RINOCERONTI

PPA
In Africa esistono 2 specie di rinoceronti: quello bianco e quello nero.
L’habitat, il dimorfismo e altre caratteristiche differenziano le due specie, ma non voglio tediarvi con questi dettagli etologici (se volete potete dilettarvi con i quaderni dell’esploratore, o con il mio libro sugli animali “Animali d’Africa e Storie Bestiali”). Quello di cui mi preme parlarvi, invece, è la condizione di serio rischio di estinzione di cui soffre il rinoceronte nel continente africano.
Nel 1970 la popolazione totale di rinoceronti ammontava a 70.000 esemplari. Nel 2012 si parla di appena 25.000, fra bianchi e neri.
Questo è dovuto all’aumento esponenziale del fenomeno del bracconaggio, vera piaga delle risorse faunistiche dei paesi africani. Il corno del rinoceronte è fatto di tessuto cheratinizzato (simile alle nostre unghie), difficile da lavorare e per nulla estetico. In Yemen il corno viene usato come impugnatura dei pugnali da cerimonia ed in oriente come afrodisiaco naturale.
A causa dell’incredibile richiesta di corna oggi ogni chilo di corno ha un valore pari a 60.000 dollari americani (ben più del valore dell’oro) e molti personaggi sono interessati al mercato nero di questo bene di lusso. L’INTERPOL ha stimato che dopo il traffico di armi e quello di droga, il mercato degli animali e delle loro parti è il terzo più redditizio del mondo illegale, un vero e proprio business che, a differenza dei primi due, nessuno conosce e che in pochi cercano di arrestare perché definito “meno importante”.



Per noi di A.I.E.A. è fondamentale dare un aiuto concreto affinché questa terribile piaga possa finire. Vogliamo seriamente promuovere i viaggi che si svolgono in aree dove i rinoceronti sono visti come risorse economiche (creando una grande ricaduta economica come in Namibia) e vogliamo che i paesi come lo Zimbabwe possano ricevere aiuti e fondi per arrestare le violenze dei bracconieri.
I ranger dei parchi africani hanno incominciato a tagliare il corno dei rinoceronti, tattica che si è rivelata inutile per due motivi: primo perché il corno è uno strumento sociale e di difesa fondamentale per i rinoceronti, secondo perché i bracconieri preferiscono abbattere gli esemplari senza corno per non rischiare di perdere tempo nel seguirne le tracce.
Lo spostamento degli esemplari in zone più sicure è un altro mezzo di protezione ma anche questa strategia è dannosa perché rende particolarmente nervosi i pachidermi che tendono a non accoppiarsi anche per anni a causa dello stress subito, aumentando il rischio di estinzione.
L’unico strumento utile è proprio quello di vigilare 24 ore al giorno gli esemplari rimasti realizzando anche dei piani formativi e di addestramento per migliorare la preparazione del personale che si occupa dello loro salvaguardia dotandoli di strumenti utili per contrastare il crimine poco organizzato ma molto efficace del bracconaggio.
L’Associazione Italiana Esperti d’Africa, da anni in prima linea per la lotta contro il bracconaggio, ha lanciato un'importante campagna per la raccolta fondi per creare una task force di esperti che, con azioni di supporto dirette, lavorerà a stretto contatto con le truppe antibracconaggio di molti paesi africani riunendo esperti di vari campi tutti pronti a “lottare” per difendere i rinoceronti africani.
Questo è un vero appello, per la prima volta vi chiedo davvero di partecipare, aiutateci a fermare la mattanza dei rinoceronti, facciamo qualcosa per proteggere questo meraviglioso animale affinché l’Africa (e tutti noi) non debba rimpiangere in futuro la sua estinzione.
Contattatemi sia via mail sia telefonicamente, dobbiamo agire in fretta ed essere molto attivi.
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PPADavide Bomben
Master Instructor PPA

davide.bomben@espertiafrica.it
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